ALESSANDRO ORATI | CONSULENTE DEL LAVORO | ROMA

Valutazione antiabuso di operazione di riorganizzazione aziendale per passaggio generazionale


Forniti chiarimenti sulla valutazione antiabuso di una complessa operazione di riorganizzazione aziendale finalizzata al passaggio generazionale (Agenzia delle entrate – Risposta 21 ottobre 2021, n. 741).

La fattispecie oggetto dell’esame antiabuso consiste nella realizzazione di operazioni dirette alla costituzione di una struttura caratterizzata da tre società, ognuna delle quali interamente partecipata da ciascuno dei tre figli dell’Istante, in qualità di nudo proprietario, e la conservazione dei diritti di usufrutto (e dei correlati diritti di voto e percezione degli utili) in capo alla madre. Il perseguimento dei dichiarati obiettivi avverrebbe strutturando l’operazione secondo le seguenti fasi:
– preventiva acquisizione delle quote (rivalutate), detenute dai figli nelle tre società, nella controllante;
– fusione per incorporazione delle due società interamente controllate nella capofila;
– scissione totale proporzionale della società risultante dalla fusione in tre newco srl immobiliari di nuova costituzione interamente partecipate dalla moglie/madre;
– donazione ai figli della nuda proprietà delle quote societarie detenute dalla madre.
In tal modo il patrimonio immobiliare delle società del Gruppo esistenti all’inizio della riorganizzazione attualmente in corso di realizzazione verrà ripartito fra tre società, ciascuna delle quali avrà come socio unico rispettivamente i figli, titolari della nuda proprietà finché il padre sarà in vita e successivamente (alla morte dell’Istante) della piena proprietà all’atto del ricongiungimento dei due diritti reali.
Le tre newco srl beneficiarie della scissione totale continuerebbero a svolgere l’attività immobiliare, senza destinare alcun immobile all’uso personale o familiare dei soci. Inoltre, non sono previste cessioni a terzi di quote sociali.
Viene, altresì, precisato che “il patrimonio immobiliare attribuito alle tre beneficiarie differisce dai patrimoni così come allocati ante riorganizzazione nelle tre società di partenza”.
Ciò posto, l’Agenzia ritiene che la fattispecie rappresentata dall’Istante non comporti il conseguimento di alcun vantaggio fiscale indebito, non ravvisandosi alcun contrasto con la ratio di disposizioni tributarie o con i principi dell’ordinamento tributario.
La scissione totale proporzionale in esame, le operazioni prodromiche alla stessa (cessioni delle partecipazioni previamente rivalutate e fusione per incorporazione), nonché la successiva donazione a ciascuno dei figli, rispettivamente, della nuda proprietà delle quote di partecipazione detenute dall’Istante nelle tre società beneficiarie di nuova costituzione, unitariamente considerate appaiono, infatti, operazioni fisiologiche volte a consentire di ripartire il patrimonio sociale in maniera differente in vista del ricambio generazionale in favore dei figli, mantenendo, al contempo, la gestione delle società immobiliari di famiglia in capo alla madre (attraverso la conservazione del diritto di usufrutto sulle predette partecipazioni sociali).
In riferimento al settore delle imposte dirette, le operazioni straordinarie rappresentate dovranno essere effettuate nel rispetto delle prescrizioni normative contenute negli articoli 172 e 173 del TUIR (anche in relazione al rinvio ivi contenuto ai commi 5 e 6 dell’articolo 172) e delle ulteriori disposizioni tributarie destinate a disciplinare la fiscalità dei soci.
In relazione al comparto delle imposte indirette, le cessioni delle quote sociali a norma dell’articolo 11, della Tariffa, parte prima, allegata al TUR di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 scontano l’imposta di registro in misura fissa.
L’operazione di fusione societaria è sottoposta a registrazione, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera b), della Tariffa, parte prima, allegata al TUR, con applicazione dell’imposta di registro nella misura fissa di euro 200.
L’operazione di scissione societaria è sottoposta a registrazione, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera b) , della Tariffa, parte prima, del TUR con applicazione dell’imposta di registro nella misura fissa di euro 200; ai fini delle imposte ipotecarie e catastali si ritengono applicabili l’articolo 4 della Tariffa allegata al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347 e l’articolo 10, comma 2, dello stesso decreto, in base ai quali sono soggetti ad imposta nella misura fissa di 200 euro «gli atti di fusione o di scissione di società di qualunque tipo».
L’imposta di donazione sarà ordinariamente liquidata a norma dell’articolo 16 comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 346 del 1990, sulla base del patrimonio netto contabile delle società beneficiarie, le cui quote verrebbero donate ai figli.


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Lo Studio Orati è attivo da circa 30 anni. Il titolare dello studio, Rag. Alessandro Orati è iscritto all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e svolge la professione di consulente del lavoro

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