ALESSANDRO ORATI | CONSULENTE DEL LAVORO | ROMA

Chiarimenti sulla diffida accertativa nei confronti della PA


L’Ispettorato nazionale del lavro ha fornito alcuni chiarimenti sulla possibilità di adottare la diffida accertativa nei confronti della P.A., sia in qualità di datore di lavoro rispetto ai propri dipendenti diretti, sia in qualità di responsabile solidale.


Relativamente al caso in cui la PA non paghi le retribuzioni dei propri dipendenti diretti, il ricorso alla diffida accertativa si può concretamente ipotizzare solo in casi residuali poiché, il più delle volte, esso si scontra con la disciplina speciale, e con i relativi divieti. dettata per i casi di grave dissesto finanziario degli Enti pubblici; quindi, non si ritiene opportuno emettere un provvedimento di diffida accertativa che potrebbe confliggere con le specifiche normative che disciplinano le procedure in questione.
Con riguardo al caso in cui la PA sia chiamata a rispondere quale obbligata in solido con il datore di lavoro privato, l’Ispettorato ricorda che, le previsioni in materia di applato (art. 29, co. 2, D.Lgs. n. 276/2003), non trovano applicazione in relazione ai contratti di appalto stipulati dalle pubbliche amministrazioni. Tale esclusione tuttavia non preclude ai lavoratori di agire direttamente nei confronti dei soggetti committenti. Dunque, laddove le amministrazioni pubbliche ricoprano il ruolo di responsabili solidali ai sensi del dettato di cui all’art. 1676 c.c., è possibile adottare il provvedimento di diffida accertativa per i crediti maturati dai lavoratori impiegati nell’appalto, fino alla concorrenza del debito che il committente ha verso l’appaltatore nel tempo in cui essi propongono la domanda.
Nei confronti delle PA è sempre preferibile far precedere l’eventuale notifica della diffida accertativa da una informativa rivolta alla stazione appaltante e all’appaltatore/datore di lavoro finalizzata all’attivazione delle citate procedure.
Ai fini dell’esercizio del potere sostitutivo da parte della P.A., appare necessario chedetta informativa contenga il calcolo preciso, sebbene nel suo ammontare complessivo, delle retribuzioni dovute a ciascun lavoratore impiegato nell’appalto, tenendo altresì conto che: la responsabilità della stazione appaltante è contenuta entro i limiti di importo dell’appalto; la possibilità di emettere la diffida accertativa nei confronti della stazione appaltante resta limitata ai soli lavoratori impiegati dall’appaltatore mentre, nel caso di eventuali subappalti, resta ferma la possibilità di notiziare la P.A. anche in relazione ai crediti vantati dai lavoratori impiegati dal subappaltatore nei cui confronti resta comunque possibile attivare il potere sostitutivo previsto dalla legge.

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Lo Studio Orati è attivo da circa 30 anni. Il titolare dello studio, Rag. Alessandro Orati è iscritto all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e svolge la professione di consulente del lavoro

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