ALESSANDRO ORATI | CONSULENTE DEL LAVORO | ROMA

Cause di rifiuto di fatture elettroniche PA

Con il Decreto 24 agosto 2020, n. 132, il Ministero delle Economia e delle Finanze, al fine di assicurare che non si verifichino rigetti impropri delle fatture elettroniche da parte delle Amministrazioni pubbliche, ha individuato in modo specifico le cause che possono consentire il rifiuto delle fatture elettroniche da parte delle amministrazioni pubbliche destinatarie.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha modificato il regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da applicarsi alle amministrazioni pubbliche, introducendo le cause che consentono alle amministrazioni destinatarie di rifiutare le fatture elettroniche e le relative regole tecniche.

Le PA non possono rifiutare le fatture elettroniche al di fuori dei seguenti casi:
a) fattura elettronica riferita ad  una  operazione  che  non  è stata posta in essere  in  favore  del  soggetto  destinatario  della trasmissione;
b) omessa o errata indicazione del Codice identificativo di  Gara (CIG) o del Codice unico di Progetto (CUP);
c) omessa o errata indicazione del codice di repertorio di cui al decreto del Ministro della salute 21 dicembre 2009, per gli acquisti di dispostivi medici;
d) omessa o errata indicazione del codice di Autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) e del corrispondente quantitativo, per gli acquisti di farmaci;
e) omessa o errata indicazione del numero e data della determinazione dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali;
In ogni caso, le PA non possono rifiutare la fattura nei casi in cui gli elementi informativi possono essere corretti mediante le procedure di variazione di cui all’articolo 26 del Decreto IVA.

Il rifiuto della fattura elettronica deve essere comunicato dalla PA destinataria al cedente/prestatore attraverso il sistema di notifiche dello SDI.
Le ricevute ed i messaggi di notifica sono predisposti secondo un formato XML la cui struttura rispetti le specifiche tecniche stabilite dal regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica PA (D.M. 3 aprile 2013, n. 55).
In particolare, nel caso di notifica del rifiuto della fattura elettronica PA deve essere indicata la causa del rifiuto riportando i casi suindicati.

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Le attività dello Studio comprendono il complesso sistema delle attività e obblighi normativi sia per le aziende che per i privati, in un contesto di continuo aggiornamento e approfondimenti

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Lo Studio Orati è attivo da circa 30 anni. Il titolare dello studio, Rag. Alessandro Orati è iscritto all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e svolge la professione di consulente del lavoro

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